1. Notes: 154 / 15 ore fa  from madonnaliberaprofessionista
    madonnaliberaprofessionista:

"I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty."
Reid Wiseman

    madonnaliberaprofessionista:

    "I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty."

    Reid Wiseman

     
  2. Notes: 29 / 3 giorni fa  from nanninostri
    nanninostri:

Mentre le immagini del bombardamento della striscia di Gaeta e i carrarmati schierati al confine infiammano il dibattito sul conflitto sabino-laziale, cerchiamo di sintetizzare, limitandoci all’esposizione dei fatti, la storia di una guerra che dal 1947 insanguina una regione conosciuta fino ad allora come Lazio.
Una storia di odio fra due popoli che non si riconoscono. Per i sabini non esiste il Lazio e non esistono i laziali, ma solo quelli che con disprezzo vengono chiamati italiani. Per i laziali e gli altri Stati italiani non esiste la Sabina ma solo quella che viene bollata come entità burina.
Furono le Nazioni Unite, nel novembre del 1947, a riconoscere il diritto dei sabini di avere un proprio Stato in quella terra dove i romani li sconfissero e li cacciarono oltre duemila anni prima (vedi Ratto delle Sabine e guerre romano-sabine).
I sabini, già dalla fine dell’Ottocento, avevano fatto ritorno nel Lazio in numero sempre crescente. Un ritorno fomentato dal Sabinismo, movimento ispirato dal giornalista e pensatore Claudio Tiburtino, che auspicava la fondazione di uno Stato sabino. Non senza attriti con la popolazione laziale, dalle poche migliaia dei primi anni del Novecento i sabini reinsediati nella regione erano diventati mezzo milione alla fine della seconda guerra mondiale.
L’Onu decise di creare due Stati: uno sabino, che comprendeva il 56% del territorio e con una popolazione di mezzo milione di sabini e mezzo milione di laziali; e uno laziale, esteso sul 42% del territorio, con una popolazione di ottocentomila laziali e poche migliaia di sabini. Il rimanente 2% era l’area di Roma, città santa per le tre religioni (sabina, laziale e cattolica), sarebbe diventata una zona separata sotto l’amministrazione dell’Onu.
Ai laziali l’Onu assegna l’intera provincia di Rieti; parte della provincia di Roma con confine occidentale a Monterotondo-Tivoli; parte della provincia di Frosinone con confine meridionale ad Alatri. Questa zona viene chiamata Cismolise. Più due exclavi: la striscia di Gaeta, che inizialmente arrivava fino a Terracina, e parte della provincia di Viterbo comprendente Vetralla, Montalto di Castro e Tarquinia.
Fu subito guerra: il primo conflitto italo-sabino del 1948-49. Nel maggio 1948 gli eserciti di Campania, Abruzzo, Toscana, Molise e Puglia decidono di attaccare i sabini. Vinsero i sabini, annettendosi l’intera exclave laziale nel Viterbese e avanzando nel Cismolise, in particolare nelle province di Roma e Frosinone. La striscia di Gaeta fu occupata dalla Campania. Oltre 700 mila profughi italo-laziali dovettero abbandonare le zone occupate dai sabini.
Nel 1956 scoppiò la seconda guerra italo-sabina. Lo Stato sabino, preoccupato per il riarmo della Campania, decise per un attacco preventivo che lo portò ad annettersi tutta la striscia di Gaeta e la parte pianeggiante della provincia di Caserta fino ad Aversa.
Nel 1967 ci fu un terzo conflitto, detto “la guerra dei sei giorni“. Fu una fulminea offensiva dei sabini, preoccupati perché Abruzzo, Campania e Molise stavano ammassando truppe lungo i confini. In pochi giorni sconfissero gli eserciti di tre Stati, occupando la città di Roma e parte dell’hinterland. E non riconoscendo pieni diritti di cittadinanza ai laziali residenti in quelle zone.
La guerra del Carmelo (correva l’anno: 1973). Nel giorno più sacro per i sabini, quello della processione per la Madonna del Carmelo di Montegrottone, Campania e Abruzzo attaccano Sabina. Inizialmente hanno la meglio, poi prevalgono ancora una volta le forze sabine.
Gli accordi di Campo Imperatore (correva l’anno: 1978). Con la benedizione dell’allora presidente Usa Jimmy Carter, a Campo Imperatore viene stipulato uno storico accordo fra sabini e campani. La Sabinia si impegna a restituire alla Campania la zona occupata nella provincia di Caserta. In cambio la Campania, primo Stato italiano a farlo, riconosce lo stato sabino.
Negli 1978, nel 1982 e nel 2006 la Sabinia entrò tre volte in guerra con la Toscana. Nel frattempo il processo di pace fra sabini e laziali fa un nuovo passo in avanti con gli accordi di Osimo (correva l’anno: 1993) che stabilivano la nascita dell’Autorità Nazionale Prenestina, organo di autogoverno dello stato laziale, e un progressivo ritiro dei sabini dalla striscia di Gaeta e dal Cismolise, divisi in zone A (pieno controllo laziale), B (controllo militare sabina e civile laziale) e C (pieno controllo sabino).
Rinviamo ad altra sede il racconto della prima rivolta laziale (1987-1983), della seconda (2000) e della terza (2007-2008), così come la nascita nel 1987 degli Irriducibili, costola laziale dei Fratelli Italiani, e le spaccature interne fra Olp (Organizzazione per la Liberazione della Prenestina) e Irriducibili.
Basti sapere che dal 2005 Sabinia ha deciso il ritiro completo dalla Striscia di Gaeta. E che dal 2002 è iniziata la costruzione del muro, detto “Barriera di separazione sabina“, che ingloba quasi la totalità delle colonie sabine e dei pozzi d’acqua. In alcuni punti il muro è 28 km più avanti rispetto alla Linea Verde che dovrebbe garantire il confine del Cismolise, fra le proteste dei laziali.
Il resto è storia di oggi. Sabinia controlla quasi tutto il Cismolise. L’Autorità Nazionale Prenestina non conta nulla. Gli Irriducibili sono asserragliati nella trappola per topi della Striscia di Gaeta. Dove l’esercito sabino bombarda i porti di Gaeta e Formia e presidia il valico di Minturno, colpendo tutti i tunnel dei rifornimenti e del contrabbando che collegano la Striscia con l’Agro Casertano.

più esplicativo di tante altre cose…

    nanninostri:

    Mentre le immagini del bombardamento della striscia di Gaeta e i carrarmati schierati al confine infiammano il dibattito sul conflitto sabino-laziale, cerchiamo di sintetizzare, limitandoci all’esposizione dei fatti, la storia di una guerra che dal 1947 insanguina una regione conosciuta fino ad allora come Lazio.

    Una storia di odio fra due popoli che non si riconoscono. Per i sabini non esiste il Lazio e non esistono i laziali, ma solo quelli che con disprezzo vengono chiamati italiani. Per i laziali e gli altri Stati italiani non esiste la Sabina ma solo quella che viene bollata come entità burina.

    Furono le Nazioni Unite, nel novembre del 1947, a riconoscere il diritto dei sabini di avere un proprio Stato in quella terra dove i romani li sconfissero e li cacciarono oltre duemila anni prima (vedi Ratto delle Sabine e guerre romano-sabine).

    I sabini, già dalla fine dell’Ottocento, avevano fatto ritorno nel Lazio in numero sempre crescente. Un ritorno fomentato dal Sabinismo, movimento ispirato dal giornalista e pensatore Claudio Tiburtino, che auspicava la fondazione di uno Stato sabino. Non senza attriti con la popolazione laziale, dalle poche migliaia dei primi anni del Novecento i sabini reinsediati nella regione erano diventati mezzo milione alla fine della seconda guerra mondiale.

    L’Onu decise di creare due Stati: uno sabino, che comprendeva il 56% del territorio e con una popolazione di mezzo milione di sabini e mezzo milione di laziali; e uno laziale, esteso sul 42% del territorio, con una popolazione di ottocentomila laziali e poche migliaia di sabini. Il rimanente 2% era l’area di Roma, città santa per le tre religioni (sabina, laziale e cattolica), sarebbe diventata una zona separata sotto l’amministrazione dell’Onu.

    Ai laziali l’Onu assegna l’intera provincia di Rieti; parte della provincia di Roma con confine occidentale a Monterotondo-Tivoli; parte della provincia di Frosinone con confine meridionale ad Alatri. Questa zona viene chiamata Cismolise. Più due exclavi: la striscia di Gaeta, che inizialmente arrivava fino a Terracina, e parte della provincia di Viterbo comprendente Vetralla, Montalto di Castro e Tarquinia.

    Fu subito guerra: il primo conflitto italo-sabino del 1948-49. Nel maggio 1948 gli eserciti di Campania, Abruzzo, Toscana, Molise e Puglia decidono di attaccare i sabini. Vinsero i sabini, annettendosi l’intera exclave laziale nel Viterbese e avanzando nel Cismolise, in particolare nelle province di Roma e Frosinone. La striscia di Gaeta fu occupata dalla Campania. Oltre 700 mila profughi italo-laziali dovettero abbandonare le zone occupate dai sabini.

    Nel 1956 scoppiò la seconda guerra italo-sabina. Lo Stato sabino, preoccupato per il riarmo della Campania, decise per un attacco preventivo che lo portò ad annettersi tutta la striscia di Gaeta e la parte pianeggiante della provincia di Caserta fino ad Aversa.

    Nel 1967 ci fu un terzo conflitto, detto “la guerra dei sei giorni“. Fu una fulminea offensiva dei sabini, preoccupati perché Abruzzo, Campania e Molise stavano ammassando truppe lungo i confini. In pochi giorni sconfissero gli eserciti di tre Stati, occupando la città di Roma e parte dell’hinterland. E non riconoscendo pieni diritti di cittadinanza ai laziali residenti in quelle zone.

    La guerra del Carmelo (correva l’anno: 1973). Nel giorno più sacro per i sabini, quello della processione per la Madonna del Carmelo di Montegrottone, Campania e Abruzzo attaccano Sabina. Inizialmente hanno la meglio, poi prevalgono ancora una volta le forze sabine.

    Gli accordi di Campo Imperatore (correva l’anno: 1978). Con la benedizione dell’allora presidente Usa Jimmy Carter, a Campo Imperatore viene stipulato uno storico accordo fra sabini e campani. La Sabinia si impegna a restituire alla Campania la zona occupata nella provincia di Caserta. In cambio la Campania, primo Stato italiano a farlo, riconosce lo stato sabino.

    Negli 1978, nel 1982 e nel 2006 la Sabinia entrò tre volte in guerra con la Toscana. Nel frattempo il processo di pace fra sabini e laziali fa un nuovo passo in avanti con gli accordi di Osimo (correva l’anno: 1993) che stabilivano la nascita dell’Autorità Nazionale Prenestina, organo di autogoverno dello stato laziale, e un progressivo ritiro dei sabini dalla striscia di Gaeta e dal Cismolise, divisi in zone A (pieno controllo laziale), B (controllo militare sabina e civile laziale) e C (pieno controllo sabino).

    Rinviamo ad altra sede il racconto della prima rivolta laziale (1987-1983), della seconda (2000) e della terza (2007-2008), così come la nascita nel 1987 degli Irriducibili, costola laziale dei Fratelli Italiani, e le spaccature interne fra Olp (Organizzazione per la Liberazione della Prenestina) e Irriducibili.

    Basti sapere che dal 2005 Sabinia ha deciso il ritiro completo dalla Striscia di Gaeta. E che dal 2002 è iniziata la costruzione del muro, detto “Barriera di separazione sabina“, che ingloba quasi la totalità delle colonie sabine e dei pozzi d’acqua. In alcuni punti il muro è 28 km più avanti rispetto alla Linea Verde che dovrebbe garantire il confine del Cismolise, fra le proteste dei laziali.

    Il resto è storia di oggi. Sabinia controlla quasi tutto il Cismolise. L’Autorità Nazionale Prenestina non conta nulla. Gli Irriducibili sono asserragliati nella trappola per topi della Striscia di Gaeta. Dove l’esercito sabino bombarda i porti di Gaeta e Formia e presidia il valico di Minturno, colpendo tutti i tunnel dei rifornimenti e del contrabbando che collegano la Striscia con l’Agro Casertano.

    più esplicativo di tante altre cose…

     
  3. 5 giorni fa 
    "Quando il cul è avezzo al peto non si può tenerlo cheto"
    - Poesia pura, oggi su Psyco Ho’
  4. Notes: 663481 / 5 giorni fa  from madonnaliberaprofessionista (originally from agirlandhisplatypus)
    iltriceratopoingiardino:

coldswarkids:

edwardspoonhands:

thelegendofkungjew:

doxian:

d-dinosaur:

rknjl:

newvagabond:

NO “TELEPHONES”. TALK TO EACH OTHER. FACE TO FACE ONLY. WRITE A LETTER. SEND A TELEGRAM TO YOUR MOM. PRETEND IT’S 1860. LIVE.

NO ‘WRITING’… TALK TO EACH OTHER. THROW A ROCK AT YOUR MOM. PRETEND IT’S 10,000 BCE.  LIVE.

URGGA. ROU GRAAURH. RUH.
<SMACKS HANDS ON WALL WITH PAINT.>

NO ‘HIGHER BRAIN FUNCTIONS’ …USE YOUR REPTILIAN BRAIN
EAT YOUR MOM’S CORPSE SHE DIED TO PROVIDE YOU WITH SUSTENANCE
PRETEND YOU HAVE JUST AROSE FROM THE SEA
SURVIVE

NO “MULTICELLULAR TRAITS”….. USE YOUR SYMBIOTIC MITOCHONDRIA
REPRODUCE ASEXUALLY, YOU’RE YOUR OWN PARENT
PRETEND IT’S 2BYA
EVOLVE

NO “LIFE.” USE FUNDAMENTAL PHYSICAL FORCES TO FORM SPHERICAL OBJECTS REVOLVING AROUND ONE ANOTHER IN SPACE. 
FUSE HYDROGEN INTO HELIUM USING GRAVITATIONAL PRESSURE TO PRODUCE HEAT AND LIGHT. 
PRETEND IT’S 4.5BYA.
STABILIZE INTO EQUILIBRIA

NO “MATTER”.  EXIST IN THE VOID WITHOUT PURPOSE OR MEANING.
THERE IS NO “YOU”, ONLY THE VAST CONCEPT OF NOTHING.
TIME DOES NOT EXIST.
BE.

probabilmente il miglior post di tutto l’intero tumblr.

    iltriceratopoingiardino:

    coldswarkids:

    edwardspoonhands:

    thelegendofkungjew:

    doxian:

    d-dinosaur:

    rknjl:

    newvagabond:

    NO “TELEPHONES”. TALK TO EACH OTHER. FACE TO FACE ONLY. WRITE A LETTER. SEND A TELEGRAM TO YOUR MOM. PRETEND IT’S 1860. LIVE.

    NO ‘WRITING’… TALK TO EACH OTHER. THROW A ROCK AT YOUR MOM. PRETEND IT’S 10,000 BCE.  LIVE.

    URGGA. ROU GRAAURH. RUH.

    <SMACKS HANDS ON WALL WITH PAINT.>

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    EAT YOUR MOM’S CORPSE SHE DIED TO PROVIDE YOU WITH SUSTENANCE

    PRETEND YOU HAVE JUST AROSE FROM THE SEA

    SURVIVE

    NO “MULTICELLULAR TRAITS”….. USE YOUR SYMBIOTIC MITOCHONDRIA

    REPRODUCE ASEXUALLY, YOU’RE YOUR OWN PARENT

    PRETEND IT’S 2BYA

    EVOLVE

    NO “LIFE.” USE FUNDAMENTAL PHYSICAL FORCES TO FORM SPHERICAL OBJECTS REVOLVING AROUND ONE ANOTHER IN SPACE. 

    FUSE HYDROGEN INTO HELIUM USING GRAVITATIONAL PRESSURE TO PRODUCE HEAT AND LIGHT. 

    PRETEND IT’S 4.5BYA.

    STABILIZE INTO EQUILIBRIA

    NO “MATTER”.  EXIST IN THE VOID WITHOUT PURPOSE OR MEANING.

    THERE IS NO “YOU”, ONLY THE VAST CONCEPT OF NOTHING.

    TIME DOES NOT EXIST.

    BE.

    probabilmente il miglior post di tutto l’intero tumblr.

    (Fonte: agirlandhisplatypus)

     
  5. Notes: 60 / 6 giorni fa  from madonnaliberaprofessionista (originally from paoloxl)

    paoloxl:

    "Il lago che combatte" è la canzone (con il video che potete godervi qui sotto) dedicato alla battaglia per il lago della Snia, su via Prenestina, a Roma, in piena città (tra Torpignattare, Casalbertone e il Pigneto).

    Entro il 14 agosto il sindaco deve decidere se renderlo pubblico, confermando l’esproprio, o farlo tornare in possesso del costruttore Pulcini.

    La presentazione degli autori:

    Questa canzone è un evento speciale dedicato al lago della Snia, il primo lago naturale di Roma, l’unico di acqua risorgiva, un lago nato lì dove c’era la fabbrica della Viscosa, in mezzo ai palazzi di via Prenestina e via Portonaccio, dove i costruttori venti anni fa truccarono le carte, cambiando la destinazione dell’area da non edificabile a edificabile e cercando di realizzare un grande centro commerciale. Ma questa volta i palazzinari di Roma hanno trovato una resistenza inaspettata, la natura si è ribellata, durante gli scavi, quando già erano pronti tre piani sotto il livello della terra e tre piani sopra ecco che le ruspe colpiscono la falda di un fiume sotterraneo, un fiume che porta l’acqua bulicante, famosa a Roma, che dopo una lunga battaglia contro le ruspe riesce a formare un lago di 10.000 metri quadrati con la nascita di migliaia di piante creando un nuovo ecosistema con la presenza di uccelli e animali dell’acqua che diventano il nuovo polmone di una zona ad alta densità di popolazione e altissimo tasso di inquinamento. Tutti gli abitanti dei quartieri intorno alla zona hanno amato subito il lago e ne hanno fatto una battaglia per farlo vivere e diventare pubblico: “Parco subito, lago per tutti e cemento per nessuno!” risuona per le strade ormai da dieci anni.

    lago snia 4Il 14 agosto scade il termine dell’esproprio per realizzare il parco desiderato. Ora il sindaco di Roma Marino deve decidere cosa fare: dare il lago alla città, facendo vincere la Roma viva, naturale e meticcia, la Roma del futuro o ucciderlo per fare posto a 4 grattacieli come vuole il costruttore proprietario della zona. 

     E’ una storia bellissima di resistenza e nuovo ecosistema. Questo lago dobbiamo aiutarlo a vincere perché vogliono rubarcelo, e abbiamo poco tempo.

     lago snia 2Venerdì 25 luglio Assalti Frontali e Il Muro del Canto saranno in concerto al Parco delle Energie all’Ex Snia Viscosa per un concerto al festival Eclettica e lì “Il lago che combatte” sarà cantata per la prima volta dal vivo.


    Il lago che combatte - Testo

     Palazzinaro amaro sei un palazzinaro baro

     per tutto il male fatto a Roma adesso paghi caro

     al funerale del tuo centro commerciale

     è bellissimo vedere il nostro lago naturale

     scava scava scava scava nella notte brava

     hai trovato l’acqua bulicante e 10.000 piante

     l’acqua con le bollicine che non ha mai fine

     scorre sotto le colline come queste rime

     scava scava scava scava e non se l’aspettava

     un lago na-tu-ra-le d’acqua mi-ne-ra-le

     un miracolo… nella metropoli meravigliosa

     lì c’era una fabbrica di finta seta, la Viscosa

     c’era il capitalismo, un’area gigantesca

     ci lavoravano le madri, i padri e a ogni scolaresca

     ognuno che pensava: “Morte tua vita mia!”

    poi ha fallito, hanno tramato ed è arrivato il lago della Snia

     e a me viene da piangere per tutte le magagne

     per questo lago che non ha intorno le montagne

     non è il Turano o il lago di Bolsena

     ha intorno centomila macchine e ognuna dentro ha il suo problema

    In mezzo ai mostri de cemento st’acqua mò riflette er cielo
    È la natura che combatte, e sto quartiere è meno nero
    In mezzo ai mostri de cemento il lago è ‘n sogno che s’avvera
    È la natura che resiste, stanotte Roma è meno nera

     bella torpigna, bella tor-pigna-ttara

     borgata dove il razzista ha la sua bara

     amiamo anche prenestino labicano

     se sei con noi adesso alza la tua mano

     qui l’aria è più dolce da quando è nato il lago

     è non è spuntato dal cappello di un mago

     è il nostro lago, uscito da sottoterra

     e s’è alzata una guerra nella zona della Marannella

     dietro il cancello chiuso c’era un abuso

     avervano cambiato la destinazione d’uso

     scava scava scava nella notte calda

     prendono la falda e in alto la mia banda!

     Tutto il quartiere va al cancello per aprire un varco:

     “Basta con il cancro! Noi vogliamo il parco!”

     “Aprite quest’ingresso sta nascendo un lago!”

     Ma il costruttore zitto, lui faceva il vago

     succhiava con l’idrovora, succhiava l’acqua  

     e la buttava nelle fogne andasse tutto in vacca

     poi è arrivato un acquazzone e non è un segreto

     s’è rotto il collettore e s’è riempito di merda il pigneto

     da allora il lago ha vinto, si è stabilizzato

     ed è il lago è di tutti, non è un lago privato

     ha invaso il cemento armato e ci ha chiesto aiuto

     noi lo abbiamo immaginato, amato e conosciuto

     In mezzo ai mostri de cemento st’acqua mò riflette er cielo

    È la natura che combatte, e sto quartiere è meno nero
    In mezzo ai mostri de cemento il lago è ‘n sogno che s’avvera
    È la natura che resiste, stanotte Roma è meno nera

    E da tutte le finestre di largo preneste

     hanno visto questa scena sotto il cielo celeste

     l’acqua che esce e rigenera l’umanità

     e il sindaco che fa? qui c’è la felicità! 

     di superficie: 10.000 metri quadri

     ma attenti! sono tornati i ladri! gli stessi dei padri

     dei nonni, quelli che cambiano i panni

     e vogliono rubarci il lago da più di dieci anni

     “Esproprio! Esproprio!” per il nostro polmone

     E qui ci siamo tutti “Daje casalbertone!”

      noi abbiamo questo passo, lottiamo dal basso 

     e quale bando? qui ognuno da la vita senza niente in cambio

    tutti alla riva dell’acqua sorgiva

     che sale in superficie e fa Roma più bella e viva

     l’underground ci da buoni amici

    la natura si ribella e a noi ci fa felici

     c’è il cormorano con noi, c’è il martin pescatore

     sta proprio dietro la stazione e porta maggiore

     e piano, piano è nato già un nuovo ecosistema

     c’è un bambino che nell’acqua va in canoa e rema

      In mezzo ai mostri de cemento st’acqua mò riflette er cielo

    È la natura che combatte, e sto quartiere è meno nero
    In mezzo ai mostri de cemento il lago è ‘n sogno che s’avvera
    È la natura che resiste, stanotte Roma è meno nera

  6. Notes: 14 / 1 settimana fa  from kon-igi

    Anonimo ha chiesto: Sei un cazzo di genio

    kon-igi:

    Nel senso arabo del termine cioè grasso, con la barba e pronto a buttartela nel culo appena mi fai la richiesta sbagliata?

  7. Notes: 2 / 1 settimana fa  from bookmarklet

    La pallavolo è lo sport più pericoloso che esista

    Mi rivolgo a voi in quanto esseri adulti, razionali e con la testa ben piantata sulle spalle. Preferisco essere proprio io a dirvelo, con cognizione di causa e prima che lo scopriate sulla vostra pelle: la pallavolo è lo sport più pericoloso che esista. Vi hanno ingannato per anni con la storia della rete, della mancanza di contatto fisico, del fair play. Ci siamo cascati tutti, io per primo, il rischio è molto più profondo subdolo. Prima di tutto questa cosa del passaggio…In un mondo dove il campione è colui che risolve le partite da solo, la pallavolo, cosa si inventa? Se uno ferma la palla o cerca di controllarla toccandola due volte consecutivamente, l’arbitro fischia il fallo e gli avversari fanno il punto. Diabolico ed antistorico: il passaggio come gesto obbligatorio per regolamento in un mondo che insegna a tenersi strette le proprie cose, i propri privilegi, i propri sogni, i propri obiettivi. Poi quella antipatica necessità di muoversi in tanti in uno spazio molto piccolo. Anzi lo spazio più piccolo di tutti gli sport di squadra! 81 metri quadrati appena… Accidenti, ci mettiamo tanto ad insegnare ai nostri figli di girare al largo da certa gentaglia, a cibarsi di individualismo (perché è risaputo che chi fa da sé fa per tre), a tenersi distanti da quelli un po’ troppo diversi e poi li vediamo tutti ammassati in pochi metri quadrati, a dover muoversi in maniera dannatamente sincronica, rispettando ruoli precisi, addirittura (orrore) scambiandosi ‘cinque’ in continuazione. Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria. Una fastidiosa interdipendenza che tanto è fondamentale per lo sviluppo del gioco che rappresenta una perfetta antitesi del concetto con cui noi siamo cresciuti e che si fondava sulla legge: ‘La palla è mia e qui non gioca più nessuno’. Infine ci si mette anche il punteggio e il suo continuo riazzeramento alla fine di ogni set. Ovvero, pensateci: hai fatto tutto benissimo e hai vinto il primo set? Devi ricominciare da capo nel secondo. Devi ritrovare energia, motivazioni, qualità tecniche e morali. Quello che hai fatto prima (anche se era perfetto) non basta più, devi rimetterlo in gioco. Viceversa, hai perso il set precedente? Hai una nuova oggettiva opportunità di ricominciare da capo. Assolutamente inaccettabile per noi adulti che lottiamo per tutta la vita per costruire la nostra zona di comfort dalla quale, una volta che ci caschiamo dentro, guai al mondo di pensare di uscire. Insomma questa pallavolo dove la squadra conta cento volte più del singolo, dove i propri sogni individuali non possono che essere realizzati attraverso la squadra, dove sei chiamato a rimettere in gioco sempre ed inevitabilmente quello che hai fatto, diciamocelo chiaramente, è uno sport da sovversivi! Potrebbe far crescere migliaia di ragazzi e ragazze che credono nella forza e nella bellezza della squadra, del collettivo e della comunità. Non vorrete correre questo rischio, vero? Anche perché, vi avviso, se deciderete di farlo… non tornerete più indietro.

    Mauro Berruto Commissario Tecnico della nazionale maschile di pallavolo (Testo pubblicato sul volume ‘Sogni di gloria. Genitori, figli e tutti gli sport del momento’ della collana ‘Save the parents’ di Scuola Holden edito da Feltrinelli)
    Testo segnalato da Marco Pavani, allenatore Volley
    (da latestanelpallone.com)

    (Fonte: latestanelpallone.com)

  8. Notes: 3 / 2 settimane fa  from nonleggerlo
    nonleggerlo:

#nonmondiali

    nonleggerlo:

    #nonmondiali

     
  9. 2 settimane fa  from bookmarklet
    "Il diritto d’espressione non implica che qualcuno debba stare a sentire o ospitare le tue stronzate. Non ti mette al riparo dalle critiche o dalle conseguenze di quello che dici. Se ti prendono in giro, ti boicottano, ti bloccano, ti bandiscono da un forum, il tuo diritto d’espressione non è stato violato. Non ti stanno censurando. Semplicemente, le persone che ti hanno ascoltato pensano che tu sia uno stronzo e ti stanno accompagnando alla porta."
    - In parole povere: “Il tuo diritto di espressione finisce dove inizia il mio diritto a non sentire stronzate” Comunicazione di servizio: sui commenti e sulla libertà d’espressione | Il Disinformatico
  10. Notes: 67 / 2 settimane fa  from kon-igi (originally from kon-igi)

    kon-igi:

    mdma-mao:

    kon-igi:

    mdma-mao reblogged your post iceageiscoming: kon-igi: Mio adorato… and added:

    FANCULO io a mio figlio non lo bombarderö di vaccini inuti!!!!

    Quella che vedo è un ironischumlaut?
    Dimmi di sì, dai…

    vaccinare mio figlio per non prendere il morbillo o la pertosse?!…ma non ci penso proprio. vaccini logorano il sistema immunitario gli farö solo quelli obligatori e che servono REALMENTE

    Uno…due, tre…quattro…cinque…ah, sei.
    Congratulazioni, sei riuscito a scrivere sei cazzate in appena due righe e mezzo di reblog.
    Auguro tutto il bene e la salute di questo mondo a tuo figlio, perché sono un padre responsabile e non vorrei mai che nessun genitore dovesse vivere i trenta secondi tra la fine della tac cerebrale della figlia e il sorriso attraverso il vetro del radiologo che mi faceva capire che no, mia figlia di cinque anni non aveva nessun cazzo di tumore al cervello ma solo un attacco di emicrania infantile.
    Essere un genitore responsabile significa informarsi seriamente sulle modalità di salvaguardia della salute dei propri figli, affidandosi a professionisti seri.
    Hai mai visto un globo oculare parzialmente dislocato per la pressione dovuta agli attacchi di tosse causati dalla Bordetella Pertussis? Io sì, tu no perché per fortuna molti genitori seri in tutti questi anni hanno fatto vaccinare i propri figli.
    Hai mai provato ad abbassare 41 gradi di febbre con il ghiaccio messo dentro ai sacchetti della spesa, aspettando un cazzo di guardia medica che facesse del Valium per le convulsioni? Io sì, perché ero io, in un periodo in cui si pensava che fossero 'solo' malattie da bambini.
    Hai mai letto che il porcoddio di thimerosal nei vaccini è un composto organico del mercurio, tanto infimo come quantità ed effetto tossico che tuo figlio si intossica di più a mangiare la sogliolina fresca che tua moglie gli prende con tanto amore in pescheria?
    Se fossi un genitore serio ti saresti informato sul fatto che IL SISTEMA IMMUNITARIO NON SI LOGORA DIOCANE! Il sistema immunitario non è la carica di un cellulare né il pieno della tua cazzo di macchina a metano, ma un complesso sistema biologico di risposta difensiva agli attacchi esterni di agenti patogeni, a volte banali, A VOLTE MORTALI, peccato che con certi virus e batteri è meglio non sviluppare l’immunità per primo contatto ma piuttosto con virus e batteri INATTIVATI.
    Ma il figlio è tuo ed evidentemente in questa maniera pensi di startene occupando in maniera sufficientemente responsabile.

    Una cortesia: se mi vuoi rispondere, fallo in maniera articolata e soprattutto difendendo e motivando (non riesco ad immaginare come) le tue scelte in maniera SCIENTIFICA.
    Ah, usando le vocali accentate invece di quelle con la dieresi.

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Gli appunti del Gigante...
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Una spiegazione del nome del blog.

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Grande. Molto grande.
Informatico per lavoro, cazzaro per vocazione, gigante per natura.
 
 

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