Pelle di talpa

Ago 31

(Fonte: misterjakes, via macgorilla)

Ago 10

9gag:

Googled “Husky Kiss” was not disappointed. #9gag

9gag:

Googled “Husky Kiss” was not disappointed. #9gag

Ago 06

“Ma quindi è finalmente emergenza tiepido, giusto?” — (via rispostesenzadomanda)

(via spaam)

Ago 05

WACKY RACES - LE CORSE PAZZE (WACKY RACES, 1968)

"Ed ora Signore e Signori vi presentiamo i più famosi e spericolati piloti che partecipano alla gara senza regole…". E si ripiange. Assieme, non a caso, a Dastardly e Muttley e le macchine volanti (vedi sotto), il tuo cartone Hanna-Barbera preferito. La voce narrante di Pino Locchi e poi di Ferruccio Amendola, le figure di tolla di Dastardly (doppiato da Aldo Barberito, l’Hydargos di Goldrake), i personaggi fuori di testa con i loro veicoli. E cioè: Dalla fila in alto, da sinistra verso destra, in ordine per numero di gara: 1) la Macigno-Mobile dei fratelli Slag (probabilmente fratocugini di Capitan Cavey), 2) l’incommensurabilmente pheego Diabolico Coupé di Big e Little Gruesome, 3) la Multiuso del professor Pat Pending (nome geniale), 4) la Crimson Haybaler di Red Max, 5) la pheega tascabil… Compact Pussycat di Penelope Pitstop, 6) l’Armata Speciale del sergente Blast e del soldato Meekly, 7) la Macchina Antiproiettile della Banda del Formicaio, 8) l’Insetto Scoppiettante del montanaro Luke e dell’orso freddoloso Blubber, 9) la Sei Cilindri (o Turbo Perfect) dell’ovviamente insopportabile Peter Perfect, 10) la Spaccatutto di Rufus Roughcut (affiancato dal castoro Sawtooth), la 00 di Dick Dastardly e Muttley.

[grazie doc!]

(Fonte: docmanhattan.blogspot.it)

Lug 31

mylovekhloe:satans-lapdog:thedaintysquid:pleatedjeans:”My…

pregnancy-blog:

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mylovekhloe:

satans-lapdog:

thedaintysquid:

pleatedjeans:

"My wife didn’t want to take maternity pictures, so I hired a photographer and took her place…" [x]

I. AM. CRYING.

the fucking door frame one…

Gold.



from Momma Taye http://momma-taye.tumblr.com/post/93254456468
pregnancy and baby blog - http://www.25weekspregnant.org/

hahahaha!

(via comeandaresullalunainfiatuno)

Lug 28

madonnaliberaprofessionista:

"I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty."
Reid Wiseman

madonnaliberaprofessionista:

"I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty."

Reid Wiseman

Lug 25

nanninostri:

Mentre le immagini del bombardamento della striscia di Gaeta e i carrarmati schierati al confine infiammano il dibattito sul conflitto sabino-laziale, cerchiamo di sintetizzare, limitandoci all’esposizione dei fatti, la storia di una guerra che dal 1947 insanguina una regione conosciuta fino ad allora come Lazio.
Una storia di odio fra due popoli che non si riconoscono. Per i sabini non esiste il Lazio e non esistono i laziali, ma solo quelli che con disprezzo vengono chiamati italiani. Per i laziali e gli altri Stati italiani non esiste la Sabina ma solo quella che viene bollata come entità burina.
Furono le Nazioni Unite, nel novembre del 1947, a riconoscere il diritto dei sabini di avere un proprio Stato in quella terra dove i romani li sconfissero e li cacciarono oltre duemila anni prima (vedi Ratto delle Sabine e guerre romano-sabine).
I sabini, già dalla fine dell’Ottocento, avevano fatto ritorno nel Lazio in numero sempre crescente. Un ritorno fomentato dal Sabinismo, movimento ispirato dal giornalista e pensatore Claudio Tiburtino, che auspicava la fondazione di uno Stato sabino. Non senza attriti con la popolazione laziale, dalle poche migliaia dei primi anni del Novecento i sabini reinsediati nella regione erano diventati mezzo milione alla fine della seconda guerra mondiale.
L’Onu decise di creare due Stati: uno sabino, che comprendeva il 56% del territorio e con una popolazione di mezzo milione di sabini e mezzo milione di laziali; e uno laziale, esteso sul 42% del territorio, con una popolazione di ottocentomila laziali e poche migliaia di sabini. Il rimanente 2% era l’area di Roma, città santa per le tre religioni (sabina, laziale e cattolica), sarebbe diventata una zona separata sotto l’amministrazione dell’Onu.
Ai laziali l’Onu assegna l’intera provincia di Rieti; parte della provincia di Roma con confine occidentale a Monterotondo-Tivoli; parte della provincia di Frosinone con confine meridionale ad Alatri. Questa zona viene chiamata Cismolise. Più due exclavi: la striscia di Gaeta, che inizialmente arrivava fino a Terracina, e parte della provincia di Viterbo comprendente Vetralla, Montalto di Castro e Tarquinia.
Fu subito guerra: il primo conflitto italo-sabino del 1948-49. Nel maggio 1948 gli eserciti di Campania, Abruzzo, Toscana, Molise e Puglia decidono di attaccare i sabini. Vinsero i sabini, annettendosi l’intera exclave laziale nel Viterbese e avanzando nel Cismolise, in particolare nelle province di Roma e Frosinone. La striscia di Gaeta fu occupata dalla Campania. Oltre 700 mila profughi italo-laziali dovettero abbandonare le zone occupate dai sabini.
Nel 1956 scoppiò la seconda guerra italo-sabina. Lo Stato sabino, preoccupato per il riarmo della Campania, decise per un attacco preventivo che lo portò ad annettersi tutta la striscia di Gaeta e la parte pianeggiante della provincia di Caserta fino ad Aversa.
Nel 1967 ci fu un terzo conflitto, detto “la guerra dei sei giorni“. Fu una fulminea offensiva dei sabini, preoccupati perché Abruzzo, Campania e Molise stavano ammassando truppe lungo i confini. In pochi giorni sconfissero gli eserciti di tre Stati, occupando la città di Roma e parte dell’hinterland. E non riconoscendo pieni diritti di cittadinanza ai laziali residenti in quelle zone.
La guerra del Carmelo (correva l’anno: 1973). Nel giorno più sacro per i sabini, quello della processione per la Madonna del Carmelo di Montegrottone, Campania e Abruzzo attaccano Sabina. Inizialmente hanno la meglio, poi prevalgono ancora una volta le forze sabine.
Gli accordi di Campo Imperatore (correva l’anno: 1978). Con la benedizione dell’allora presidente Usa Jimmy Carter, a Campo Imperatore viene stipulato uno storico accordo fra sabini e campani. La Sabinia si impegna a restituire alla Campania la zona occupata nella provincia di Caserta. In cambio la Campania, primo Stato italiano a farlo, riconosce lo stato sabino.
Negli 1978, nel 1982 e nel 2006 la Sabinia entrò tre volte in guerra con la Toscana. Nel frattempo il processo di pace fra sabini e laziali fa un nuovo passo in avanti con gli accordi di Osimo (correva l’anno: 1993) che stabilivano la nascita dell’Autorità Nazionale Prenestina, organo di autogoverno dello stato laziale, e un progressivo ritiro dei sabini dalla striscia di Gaeta e dal Cismolise, divisi in zone A (pieno controllo laziale), B (controllo militare sabina e civile laziale) e C (pieno controllo sabino).
Rinviamo ad altra sede il racconto della prima rivolta laziale (1987-1983), della seconda (2000) e della terza (2007-2008), così come la nascita nel 1987 degli Irriducibili, costola laziale dei Fratelli Italiani, e le spaccature interne fra Olp (Organizzazione per la Liberazione della Prenestina) e Irriducibili.
Basti sapere che dal 2005 Sabinia ha deciso il ritiro completo dalla Striscia di Gaeta. E che dal 2002 è iniziata la costruzione del muro, detto “Barriera di separazione sabina“, che ingloba quasi la totalità delle colonie sabine e dei pozzi d’acqua. In alcuni punti il muro è 28 km più avanti rispetto alla Linea Verde che dovrebbe garantire il confine del Cismolise, fra le proteste dei laziali.
Il resto è storia di oggi. Sabinia controlla quasi tutto il Cismolise. L’Autorità Nazionale Prenestina non conta nulla. Gli Irriducibili sono asserragliati nella trappola per topi della Striscia di Gaeta. Dove l’esercito sabino bombarda i porti di Gaeta e Formia e presidia il valico di Minturno, colpendo tutti i tunnel dei rifornimenti e del contrabbando che collegano la Striscia con l’Agro Casertano.

più esplicativo di tante altre cose…

nanninostri:

Mentre le immagini del bombardamento della striscia di Gaeta e i carrarmati schierati al confine infiammano il dibattito sul conflitto sabino-laziale, cerchiamo di sintetizzare, limitandoci all’esposizione dei fatti, la storia di una guerra che dal 1947 insanguina una regione conosciuta fino ad allora come Lazio.

Una storia di odio fra due popoli che non si riconoscono. Per i sabini non esiste il Lazio e non esistono i laziali, ma solo quelli che con disprezzo vengono chiamati italiani. Per i laziali e gli altri Stati italiani non esiste la Sabina ma solo quella che viene bollata come entità burina.

Furono le Nazioni Unite, nel novembre del 1947, a riconoscere il diritto dei sabini di avere un proprio Stato in quella terra dove i romani li sconfissero e li cacciarono oltre duemila anni prima (vedi Ratto delle Sabine e guerre romano-sabine).

I sabini, già dalla fine dell’Ottocento, avevano fatto ritorno nel Lazio in numero sempre crescente. Un ritorno fomentato dal Sabinismo, movimento ispirato dal giornalista e pensatore Claudio Tiburtino, che auspicava la fondazione di uno Stato sabino. Non senza attriti con la popolazione laziale, dalle poche migliaia dei primi anni del Novecento i sabini reinsediati nella regione erano diventati mezzo milione alla fine della seconda guerra mondiale.

L’Onu decise di creare due Stati: uno sabino, che comprendeva il 56% del territorio e con una popolazione di mezzo milione di sabini e mezzo milione di laziali; e uno laziale, esteso sul 42% del territorio, con una popolazione di ottocentomila laziali e poche migliaia di sabini. Il rimanente 2% era l’area di Roma, città santa per le tre religioni (sabina, laziale e cattolica), sarebbe diventata una zona separata sotto l’amministrazione dell’Onu.

Ai laziali l’Onu assegna l’intera provincia di Rieti; parte della provincia di Roma con confine occidentale a Monterotondo-Tivoli; parte della provincia di Frosinone con confine meridionale ad Alatri. Questa zona viene chiamata Cismolise. Più due exclavi: la striscia di Gaeta, che inizialmente arrivava fino a Terracina, e parte della provincia di Viterbo comprendente Vetralla, Montalto di Castro e Tarquinia.

Fu subito guerra: il primo conflitto italo-sabino del 1948-49. Nel maggio 1948 gli eserciti di Campania, Abruzzo, Toscana, Molise e Puglia decidono di attaccare i sabini. Vinsero i sabini, annettendosi l’intera exclave laziale nel Viterbese e avanzando nel Cismolise, in particolare nelle province di Roma e Frosinone. La striscia di Gaeta fu occupata dalla Campania. Oltre 700 mila profughi italo-laziali dovettero abbandonare le zone occupate dai sabini.

Nel 1956 scoppiò la seconda guerra italo-sabina. Lo Stato sabino, preoccupato per il riarmo della Campania, decise per un attacco preventivo che lo portò ad annettersi tutta la striscia di Gaeta e la parte pianeggiante della provincia di Caserta fino ad Aversa.

Nel 1967 ci fu un terzo conflitto, detto “la guerra dei sei giorni“. Fu una fulminea offensiva dei sabini, preoccupati perché Abruzzo, Campania e Molise stavano ammassando truppe lungo i confini. In pochi giorni sconfissero gli eserciti di tre Stati, occupando la città di Roma e parte dell’hinterland. E non riconoscendo pieni diritti di cittadinanza ai laziali residenti in quelle zone.

La guerra del Carmelo (correva l’anno: 1973). Nel giorno più sacro per i sabini, quello della processione per la Madonna del Carmelo di Montegrottone, Campania e Abruzzo attaccano Sabina. Inizialmente hanno la meglio, poi prevalgono ancora una volta le forze sabine.

Gli accordi di Campo Imperatore (correva l’anno: 1978). Con la benedizione dell’allora presidente Usa Jimmy Carter, a Campo Imperatore viene stipulato uno storico accordo fra sabini e campani. La Sabinia si impegna a restituire alla Campania la zona occupata nella provincia di Caserta. In cambio la Campania, primo Stato italiano a farlo, riconosce lo stato sabino.

Negli 1978, nel 1982 e nel 2006 la Sabinia entrò tre volte in guerra con la Toscana. Nel frattempo il processo di pace fra sabini e laziali fa un nuovo passo in avanti con gli accordi di Osimo (correva l’anno: 1993) che stabilivano la nascita dell’Autorità Nazionale Prenestina, organo di autogoverno dello stato laziale, e un progressivo ritiro dei sabini dalla striscia di Gaeta e dal Cismolise, divisi in zone A (pieno controllo laziale), B (controllo militare sabina e civile laziale) e C (pieno controllo sabino).

Rinviamo ad altra sede il racconto della prima rivolta laziale (1987-1983), della seconda (2000) e della terza (2007-2008), così come la nascita nel 1987 degli Irriducibili, costola laziale dei Fratelli Italiani, e le spaccature interne fra Olp (Organizzazione per la Liberazione della Prenestina) e Irriducibili.

Basti sapere che dal 2005 Sabinia ha deciso il ritiro completo dalla Striscia di Gaeta. E che dal 2002 è iniziata la costruzione del muro, detto “Barriera di separazione sabina“, che ingloba quasi la totalità delle colonie sabine e dei pozzi d’acqua. In alcuni punti il muro è 28 km più avanti rispetto alla Linea Verde che dovrebbe garantire il confine del Cismolise, fra le proteste dei laziali.

Il resto è storia di oggi. Sabinia controlla quasi tutto il Cismolise. L’Autorità Nazionale Prenestina non conta nulla. Gli Irriducibili sono asserragliati nella trappola per topi della Striscia di Gaeta. Dove l’esercito sabino bombarda i porti di Gaeta e Formia e presidia il valico di Minturno, colpendo tutti i tunnel dei rifornimenti e del contrabbando che collegano la Striscia con l’Agro Casertano.

più esplicativo di tante altre cose…

Lug 24

“Quando il cul è avezzo al peto non si può tenerlo cheto” — Poesia pura, oggi su Psyco Ho’

Lug 23

iltriceratopoingiardino:

coldswarkids:

edwardspoonhands:

thelegendofkungjew:

doxian:

d-dinosaur:

rknjl:

newvagabond:

NO “TELEPHONES”. TALK TO EACH OTHER. FACE TO FACE ONLY. WRITE A LETTER. SEND A TELEGRAM TO YOUR MOM. PRETEND IT’S 1860. LIVE.

NO ‘WRITING’… TALK TO EACH OTHER. THROW A ROCK AT YOUR MOM. PRETEND IT’S 10,000 BCE.  LIVE.

URGGA. ROU GRAAURH. RUH.
<SMACKS HANDS ON WALL WITH PAINT.>

NO ‘HIGHER BRAIN FUNCTIONS’ …USE YOUR REPTILIAN BRAIN
EAT YOUR MOM’S CORPSE SHE DIED TO PROVIDE YOU WITH SUSTENANCE
PRETEND YOU HAVE JUST AROSE FROM THE SEA
SURVIVE

NO “MULTICELLULAR TRAITS”….. USE YOUR SYMBIOTIC MITOCHONDRIA
REPRODUCE ASEXUALLY, YOU’RE YOUR OWN PARENT
PRETEND IT’S 2BYA
EVOLVE

NO “LIFE.” USE FUNDAMENTAL PHYSICAL FORCES TO FORM SPHERICAL OBJECTS REVOLVING AROUND ONE ANOTHER IN SPACE. 
FUSE HYDROGEN INTO HELIUM USING GRAVITATIONAL PRESSURE TO PRODUCE HEAT AND LIGHT. 
PRETEND IT’S 4.5BYA.
STABILIZE INTO EQUILIBRIA

NO “MATTER”.  EXIST IN THE VOID WITHOUT PURPOSE OR MEANING.
THERE IS NO “YOU”, ONLY THE VAST CONCEPT OF NOTHING.
TIME DOES NOT EXIST.
BE.

probabilmente il miglior post di tutto l’intero tumblr.

iltriceratopoingiardino:

coldswarkids:

edwardspoonhands:

thelegendofkungjew:

doxian:

d-dinosaur:

rknjl:

newvagabond:

NO “TELEPHONES”. TALK TO EACH OTHER. FACE TO FACE ONLY. WRITE A LETTER. SEND A TELEGRAM TO YOUR MOM. PRETEND IT’S 1860. LIVE.

NO ‘WRITING’… TALK TO EACH OTHER. THROW A ROCK AT YOUR MOM. PRETEND IT’S 10,000 BCE.  LIVE.

URGGA. ROU GRAAURH. RUH.

<SMACKS HANDS ON WALL WITH PAINT.>

NO ‘HIGHER BRAIN FUNCTIONS’ …USE YOUR REPTILIAN BRAIN

EAT YOUR MOM’S CORPSE SHE DIED TO PROVIDE YOU WITH SUSTENANCE

PRETEND YOU HAVE JUST AROSE FROM THE SEA

SURVIVE

NO “MULTICELLULAR TRAITS”….. USE YOUR SYMBIOTIC MITOCHONDRIA

REPRODUCE ASEXUALLY, YOU’RE YOUR OWN PARENT

PRETEND IT’S 2BYA

EVOLVE

NO “LIFE.” USE FUNDAMENTAL PHYSICAL FORCES TO FORM SPHERICAL OBJECTS REVOLVING AROUND ONE ANOTHER IN SPACE. 

FUSE HYDROGEN INTO HELIUM USING GRAVITATIONAL PRESSURE TO PRODUCE HEAT AND LIGHT. 

PRETEND IT’S 4.5BYA.

STABILIZE INTO EQUILIBRIA

NO “MATTER”.  EXIST IN THE VOID WITHOUT PURPOSE OR MEANING.

THERE IS NO “YOU”, ONLY THE VAST CONCEPT OF NOTHING.

TIME DOES NOT EXIST.

BE.

probabilmente il miglior post di tutto l’intero tumblr.

(Fonte: agirlandhisplatypus, via madonnaliberaprofessionista)

Lug 22

[video]