Pelle di talpa

Set 17

(Fonte: mdma-mao, via macgorilla)

“Che poi la London Philharmonic Orchestra è solo una cover band.” — Periferia galattica

dica 36

autolesionistra:

L’università di Stantufford ha analizzato un campione di gente-che-conosco con lavori di tipologia poco soddisfacente per caratteristiche contrattuali ad alta volatilità e/o impegno temporale paragonabile alle fabbriche di palloni del Rajasthan.

I risultati mostrano:
- un 8% che se ne sbatte a frullino, vuoi perché nella vita magari ha passato di peggio, vuoi perché dove la metti sta, ma tende a non esternare insofferenza anche davanti ad amputazione di arti (incidentalmente, massimo rispetto)
- un 15% che accusa un certo peso e che auspicherebbe (o s’impegna direttamente per) miglioramenti o incrementate tutele lavorative per la loro posizione
- un restante 77% che abbraccia la propria condizione come forma di sofferenza endemica del genere umano e che interpreta ogni tutela contrattuale superiore alla loro come privilegio anacronistico da abbattere a legnate

Il campione non è statisticamente rappresentativo, ma quel 77% lì è una torta cucinata di governo in governo alla quale renzi sta mettendo la ciliegina, e credo sia il risultato più agghiacciante in termini di politiche sul lavoro.

Di fatto accettare la definizione stessa di “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti” (che è un contratto a tempo indeterminato temporaneamente privo di tutele, ma così si vende peggio) è l’ultimo chiodo sul coperchio di una bara, più ideologica che normativa, nella quale il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa non è una roba scritta nell’articolo 36 della costituzione ma un capriccio radical-chic.
Tanto per stare sullo stesso articolo, l’unica riforma renziana degna di nota è stata lo svecchiare “Il lavoratore ha diritto al risposo settimanale e ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi” aggiungendo “oppure può rinunziarvi e darle al collega malato se ci ritroviamo con un welfare da piccyoni”.

Set 11

“Il silenzio è la cosa più straordinaria che esista in natura, lo si può interpretare in chiave filosofica e artistica ma alla fine è costituito semplicemente dall’assenza di rompicoglioni nelle vicinanze.” — Marco Presta, “Un calcio in bocca fa miracoli” (via lasbronzaconsapevole)

(via cheebo72)

Set 10

decorsolento:

macchè 5467 anni:  
http://www.arezzooggi.net/notizie/attualita/9203/unottobre-cosi-erano-5467-anni-che-non-capitava   

Infatti la cosa che condivido è solo l’ultima riga! 😄

decorsolento:

macchè 5467 anni:  

http://www.arezzooggi.net/notizie/attualita/9203/unottobre-cosi-erano-5467-anni-che-non-capitava   

Infatti la cosa che condivido è solo l’ultima riga! 😄

(Fonte: ricordoeccome)

(Fonte: ricordoeccome, via spaam)

Set 09

Anonimo ha chiesto: In linea di massima, per il benessere di collo e schiena, sarebbe meglio dormire su un cuscino alto o basso? Morbido o duro? Lo chiedo perché da poco ho cambiato cuscino e mi sembra di avere sempre i muscoli del collo in tensione.

kon-igi:

Il cuscino 'ortopedico' e il materasso 'ortopedico' sono la più grande fandonia che il marketing abbia messo su.

Ognuno deve trovare la consistenza e l’altezza più consona alla propria 'sensazione' di benessere, ricordando che la maggior parte dei problemi al risveglio non sono dati dal materasso o dal cuscino ma dal fatto che conducete una vita di merda.

condivido soprattutto l’ultima parte! ;)

Set 08

Er cazzo se po’ di’

a cazzo de cane (o semplicemente a cazzo): in modo inappropriato, approssimativo, sciatto (“Aho, ‘sta carbonara è fatta a cazzo de cane“).
alla faccia der cazzo: perbacco, perdinci, perdindirindina (“Me so’ comprato una BMW cinquemila” “Alla faccia der cazzo!“).
cacacazzi: scocciatore, persona cavillosa (“Ne vorrei discutere con mio cugino” “Bada, che quello è un cacacazzi“).
cazzabbubbolo: uomo di scarsa personalità (“Spero che mio marito affronti la questione” “Seh, ma de che, quello è un cazzabbubbolo“).
cazzaro: persona adusa, spesso in modo compulsivo, a raccontare bugie e pallonate (“Dice che è stato in vacanza in India” “Ma de che, ancora ce credi? Quello è ‘n cazzaro“).
cazzeggiare: indugiare oltremisura in attività ricreative prive di utilità concreta (“Mo mettemose a studia’, so’ tre ore che cazzeggiamo!“).
cazzeggio: l’attività di cazzeggiare (“Daje, è l’ora del cazzeggio!“).
cazzi e mazzi: annessi e connessi (“Tra cazzi e mazzi pe’ ave’ la licenza ce vojono tre mesi“).
cazzi miei: indica affari di esclusiva pertinenza dell’interessato (“Ma stai a usci’ co’ Angela?” “So’ cazzi miei“).
cazzi tuoi: 1. espressione che esprime minaccia nei confronti di qualcuno (“Se nun te sbrighi a ridamme i sordi che t’ho prestato so’ cazzi tua!“); 2. deciso invito a non occuparsi delle faccende altrui (“Aho, perché nun te fai li cazzi tua?“).
cazzobbuffo: individuo di statura modesta e/o di modesta prestanza fisica (“Aho, ma ‘ndo vai in canottiera, nun lo vedi che sei ‘n cazzobbuffo?“).
cazzone: 1. individuo particolarmente portato allo scherzo (“Aho, io ce vado d’accordo, quello è ‘n cazzone come me“); 2. cfr. “cazzabbubbolo”).
cazzi pe’ fischi: espressione utilizzata per esprimere un clamoroso fraintendimento (“Guarda che stai a prende cazzi pe’ fischi“).
cazzope’: letteralmente “Cazzo, Peppe!”; esclamazione di viva sorpresa e meraviglia (“Ho fatto tredici al totocalcio” “Cazzope’!“).
coi controcazzi: particolarmente capace o ferrato in una data materia (“Quello è un meccanico coi controcazzi“)
cor cazzo: assolutamente no, manco per niente (“Cor cazzo che quest’anno te faccio er regalo de Natale“).
eccheccazzo: espressione che esprime insofferenza nei confronti di qualcosa che infastidisce o che non si intende più tollerare (“Aho la smetti de senti’ la musica a tutto volume? Eccheccazzo!“).
er cazzo che te se ‘ncula: locuzione utilizzata per smentire in modo categorico un’affermazione o una richiesta del proprio interlocutore (“M’accompagni a casa a Frascati stasera?” “Seh, er cazzo che te se ‘ncula!“).
Fraccazzo da Velletri: personaggio di fantasia utilizzato per 1. sottolineare le manie di grandezza di qualcuno (“Ma chi se crede de esse’, Fraccazzo da Velletri?”; 2. comunicare che la richiesta di precisare l’identità di qualcuno è ridondante, poiché scontata (“Aho, apri?” “Sì, ma chi è?” “So’ io, e chi dev’esse, Fraccazzo da Velletri?“).
grazie ar cazzo: espressione atta a rilevare che un’affermazione dell’interlocutore è lapalissiana (“Sai che te dico? Se quella me chiede de usci’ io je dico de sì” “E grazie ar cazzo, che je voi di’ de no?“).
incazzarsi: adirarsi, arrabbiarsi (“Aho, guarda che me stai a fa’ ‘ncazza’ eh?“).
manco per cazzo: cfr. “cor cazzo”.
pezzo de cazzo: esprime la volontà di non dare alcunché a qualcuno, spesso a dispetto del fatto che egli ne abbia fatto richiesta (“Papà, me dai dieci euro pe’ usci’ stasera?” “Un pezzo de cazzo, te do“).
quanti cazzi: indica disappunto nei confronti di un interlocutore che pone troppi problemi, spesso in relazione a un progetto comune (“Annamo ar mare?” “No, me brucio” “Allora annamo in montagna?” “No, me gira la testa” “Vabbe’, allora annamo ar lago?” “No, me mette tristezza” “Aho, e quanti cazzi!“).
ridi su ‘sto cazzo: non c’è niente da ridere, o non è il momento opportuno per ridere (“Ahahahahahah che figuraccia che hai fatto ieri sera” “Ridi su ‘sto cazzo“).
scazzarsi: 1. turbarsi, infastidirsi (“Ieri al museo me so’ ‘n po’ scazzato“); 2. cessare di essere incazzati (“Te ‘ncazzi, te scazzi, scenni dar cazzo e te la fai a piedi“).
scazzato: turbato, infastidito, indisposto (“Lasciame perde oggi, ché so’ scazzato“).
scazzo: lite, alterco (“Ieri io e Mario c’avemo avuto uno scazzo“).
‘so cazzi (o cazzi amari, o cazzi da cacare, o cazzi per culo): le vere difficoltà iniziano adesso (“Ecco, entra Pirlo, mo so cazzi amari!“).
‘sti cazzi: chissenefrega, non mi interessa (“Lo sai che me so’ comprato le Converse fucsia?” “E ‘sti cazzi“). N.B. utilizzare l’espressione nel senso di perbacco, perdinci, perdindirindina è errato!
‘stocazzo: espressione poliedrica con diversi significati: 1. diniego perentorio di fronte a una proposta sgradita o su cui non si è d’accordo (“Per quel lavoro che mi devi fare bastano cento euro?” “Seh, ‘sto cazzo“); 2. espressione equivalente a “Fraccazzo da Velletri” nella sua accezione numero 1 (“Ma chi se crede de esse quello, ‘stocazzo?“); 3. espressione equivalente a “Fraccazzo da Velletri” nella sua accezione numero 2 (“Pronto, chi è?” “ ‘sto cazzo!“).
tanti cazzi: cfr. ” ‘sti cazzi”.
testa de cazzo: individuo ottuso e/o presuntuoso (“Lascialo perde quello, è ‘na testa de cazzo“).
un cazzo e tutt’uno: espressione utilizzata per sottolineare che una determinata strategia è inefficace (“Guarda che se prima scopi per tera e poi entri coi piedi sporchi de sabbia è ‘n cazzo e tutt’uno“).

(Fonte: libernazione.it)

Ago 31

(Fonte: misterjakes, via macgorilla)

Ago 10

9gag:

Googled “Husky Kiss” was not disappointed. #9gag

9gag:

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