Pelle di talpa

Lug 28

madonnaliberaprofessionista:

"I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty."
Reid Wiseman

madonnaliberaprofessionista:

"I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty."

Reid Wiseman

Lug 25

nanninostri:

Mentre le immagini del bombardamento della striscia di Gaeta e i carrarmati schierati al confine infiammano il dibattito sul conflitto sabino-laziale, cerchiamo di sintetizzare, limitandoci all’esposizione dei fatti, la storia di una guerra che dal 1947 insanguina una regione conosciuta fino ad allora come Lazio.
Una storia di odio fra due popoli che non si riconoscono. Per i sabini non esiste il Lazio e non esistono i laziali, ma solo quelli che con disprezzo vengono chiamati italiani. Per i laziali e gli altri Stati italiani non esiste la Sabina ma solo quella che viene bollata come entità burina.
Furono le Nazioni Unite, nel novembre del 1947, a riconoscere il diritto dei sabini di avere un proprio Stato in quella terra dove i romani li sconfissero e li cacciarono oltre duemila anni prima (vedi Ratto delle Sabine e guerre romano-sabine).
I sabini, già dalla fine dell’Ottocento, avevano fatto ritorno nel Lazio in numero sempre crescente. Un ritorno fomentato dal Sabinismo, movimento ispirato dal giornalista e pensatore Claudio Tiburtino, che auspicava la fondazione di uno Stato sabino. Non senza attriti con la popolazione laziale, dalle poche migliaia dei primi anni del Novecento i sabini reinsediati nella regione erano diventati mezzo milione alla fine della seconda guerra mondiale.
L’Onu decise di creare due Stati: uno sabino, che comprendeva il 56% del territorio e con una popolazione di mezzo milione di sabini e mezzo milione di laziali; e uno laziale, esteso sul 42% del territorio, con una popolazione di ottocentomila laziali e poche migliaia di sabini. Il rimanente 2% era l’area di Roma, città santa per le tre religioni (sabina, laziale e cattolica), sarebbe diventata una zona separata sotto l’amministrazione dell’Onu.
Ai laziali l’Onu assegna l’intera provincia di Rieti; parte della provincia di Roma con confine occidentale a Monterotondo-Tivoli; parte della provincia di Frosinone con confine meridionale ad Alatri. Questa zona viene chiamata Cismolise. Più due exclavi: la striscia di Gaeta, che inizialmente arrivava fino a Terracina, e parte della provincia di Viterbo comprendente Vetralla, Montalto di Castro e Tarquinia.
Fu subito guerra: il primo conflitto italo-sabino del 1948-49. Nel maggio 1948 gli eserciti di Campania, Abruzzo, Toscana, Molise e Puglia decidono di attaccare i sabini. Vinsero i sabini, annettendosi l’intera exclave laziale nel Viterbese e avanzando nel Cismolise, in particolare nelle province di Roma e Frosinone. La striscia di Gaeta fu occupata dalla Campania. Oltre 700 mila profughi italo-laziali dovettero abbandonare le zone occupate dai sabini.
Nel 1956 scoppiò la seconda guerra italo-sabina. Lo Stato sabino, preoccupato per il riarmo della Campania, decise per un attacco preventivo che lo portò ad annettersi tutta la striscia di Gaeta e la parte pianeggiante della provincia di Caserta fino ad Aversa.
Nel 1967 ci fu un terzo conflitto, detto “la guerra dei sei giorni“. Fu una fulminea offensiva dei sabini, preoccupati perché Abruzzo, Campania e Molise stavano ammassando truppe lungo i confini. In pochi giorni sconfissero gli eserciti di tre Stati, occupando la città di Roma e parte dell’hinterland. E non riconoscendo pieni diritti di cittadinanza ai laziali residenti in quelle zone.
La guerra del Carmelo (correva l’anno: 1973). Nel giorno più sacro per i sabini, quello della processione per la Madonna del Carmelo di Montegrottone, Campania e Abruzzo attaccano Sabina. Inizialmente hanno la meglio, poi prevalgono ancora una volta le forze sabine.
Gli accordi di Campo Imperatore (correva l’anno: 1978). Con la benedizione dell’allora presidente Usa Jimmy Carter, a Campo Imperatore viene stipulato uno storico accordo fra sabini e campani. La Sabinia si impegna a restituire alla Campania la zona occupata nella provincia di Caserta. In cambio la Campania, primo Stato italiano a farlo, riconosce lo stato sabino.
Negli 1978, nel 1982 e nel 2006 la Sabinia entrò tre volte in guerra con la Toscana. Nel frattempo il processo di pace fra sabini e laziali fa un nuovo passo in avanti con gli accordi di Osimo (correva l’anno: 1993) che stabilivano la nascita dell’Autorità Nazionale Prenestina, organo di autogoverno dello stato laziale, e un progressivo ritiro dei sabini dalla striscia di Gaeta e dal Cismolise, divisi in zone A (pieno controllo laziale), B (controllo militare sabina e civile laziale) e C (pieno controllo sabino).
Rinviamo ad altra sede il racconto della prima rivolta laziale (1987-1983), della seconda (2000) e della terza (2007-2008), così come la nascita nel 1987 degli Irriducibili, costola laziale dei Fratelli Italiani, e le spaccature interne fra Olp (Organizzazione per la Liberazione della Prenestina) e Irriducibili.
Basti sapere che dal 2005 Sabinia ha deciso il ritiro completo dalla Striscia di Gaeta. E che dal 2002 è iniziata la costruzione del muro, detto “Barriera di separazione sabina“, che ingloba quasi la totalità delle colonie sabine e dei pozzi d’acqua. In alcuni punti il muro è 28 km più avanti rispetto alla Linea Verde che dovrebbe garantire il confine del Cismolise, fra le proteste dei laziali.
Il resto è storia di oggi. Sabinia controlla quasi tutto il Cismolise. L’Autorità Nazionale Prenestina non conta nulla. Gli Irriducibili sono asserragliati nella trappola per topi della Striscia di Gaeta. Dove l’esercito sabino bombarda i porti di Gaeta e Formia e presidia il valico di Minturno, colpendo tutti i tunnel dei rifornimenti e del contrabbando che collegano la Striscia con l’Agro Casertano.

più esplicativo di tante altre cose…

nanninostri:

Mentre le immagini del bombardamento della striscia di Gaeta e i carrarmati schierati al confine infiammano il dibattito sul conflitto sabino-laziale, cerchiamo di sintetizzare, limitandoci all’esposizione dei fatti, la storia di una guerra che dal 1947 insanguina una regione conosciuta fino ad allora come Lazio.

Una storia di odio fra due popoli che non si riconoscono. Per i sabini non esiste il Lazio e non esistono i laziali, ma solo quelli che con disprezzo vengono chiamati italiani. Per i laziali e gli altri Stati italiani non esiste la Sabina ma solo quella che viene bollata come entità burina.

Furono le Nazioni Unite, nel novembre del 1947, a riconoscere il diritto dei sabini di avere un proprio Stato in quella terra dove i romani li sconfissero e li cacciarono oltre duemila anni prima (vedi Ratto delle Sabine e guerre romano-sabine).

I sabini, già dalla fine dell’Ottocento, avevano fatto ritorno nel Lazio in numero sempre crescente. Un ritorno fomentato dal Sabinismo, movimento ispirato dal giornalista e pensatore Claudio Tiburtino, che auspicava la fondazione di uno Stato sabino. Non senza attriti con la popolazione laziale, dalle poche migliaia dei primi anni del Novecento i sabini reinsediati nella regione erano diventati mezzo milione alla fine della seconda guerra mondiale.

L’Onu decise di creare due Stati: uno sabino, che comprendeva il 56% del territorio e con una popolazione di mezzo milione di sabini e mezzo milione di laziali; e uno laziale, esteso sul 42% del territorio, con una popolazione di ottocentomila laziali e poche migliaia di sabini. Il rimanente 2% era l’area di Roma, città santa per le tre religioni (sabina, laziale e cattolica), sarebbe diventata una zona separata sotto l’amministrazione dell’Onu.

Ai laziali l’Onu assegna l’intera provincia di Rieti; parte della provincia di Roma con confine occidentale a Monterotondo-Tivoli; parte della provincia di Frosinone con confine meridionale ad Alatri. Questa zona viene chiamata Cismolise. Più due exclavi: la striscia di Gaeta, che inizialmente arrivava fino a Terracina, e parte della provincia di Viterbo comprendente Vetralla, Montalto di Castro e Tarquinia.

Fu subito guerra: il primo conflitto italo-sabino del 1948-49. Nel maggio 1948 gli eserciti di Campania, Abruzzo, Toscana, Molise e Puglia decidono di attaccare i sabini. Vinsero i sabini, annettendosi l’intera exclave laziale nel Viterbese e avanzando nel Cismolise, in particolare nelle province di Roma e Frosinone. La striscia di Gaeta fu occupata dalla Campania. Oltre 700 mila profughi italo-laziali dovettero abbandonare le zone occupate dai sabini.

Nel 1956 scoppiò la seconda guerra italo-sabina. Lo Stato sabino, preoccupato per il riarmo della Campania, decise per un attacco preventivo che lo portò ad annettersi tutta la striscia di Gaeta e la parte pianeggiante della provincia di Caserta fino ad Aversa.

Nel 1967 ci fu un terzo conflitto, detto “la guerra dei sei giorni“. Fu una fulminea offensiva dei sabini, preoccupati perché Abruzzo, Campania e Molise stavano ammassando truppe lungo i confini. In pochi giorni sconfissero gli eserciti di tre Stati, occupando la città di Roma e parte dell’hinterland. E non riconoscendo pieni diritti di cittadinanza ai laziali residenti in quelle zone.

La guerra del Carmelo (correva l’anno: 1973). Nel giorno più sacro per i sabini, quello della processione per la Madonna del Carmelo di Montegrottone, Campania e Abruzzo attaccano Sabina. Inizialmente hanno la meglio, poi prevalgono ancora una volta le forze sabine.

Gli accordi di Campo Imperatore (correva l’anno: 1978). Con la benedizione dell’allora presidente Usa Jimmy Carter, a Campo Imperatore viene stipulato uno storico accordo fra sabini e campani. La Sabinia si impegna a restituire alla Campania la zona occupata nella provincia di Caserta. In cambio la Campania, primo Stato italiano a farlo, riconosce lo stato sabino.

Negli 1978, nel 1982 e nel 2006 la Sabinia entrò tre volte in guerra con la Toscana. Nel frattempo il processo di pace fra sabini e laziali fa un nuovo passo in avanti con gli accordi di Osimo (correva l’anno: 1993) che stabilivano la nascita dell’Autorità Nazionale Prenestina, organo di autogoverno dello stato laziale, e un progressivo ritiro dei sabini dalla striscia di Gaeta e dal Cismolise, divisi in zone A (pieno controllo laziale), B (controllo militare sabina e civile laziale) e C (pieno controllo sabino).

Rinviamo ad altra sede il racconto della prima rivolta laziale (1987-1983), della seconda (2000) e della terza (2007-2008), così come la nascita nel 1987 degli Irriducibili, costola laziale dei Fratelli Italiani, e le spaccature interne fra Olp (Organizzazione per la Liberazione della Prenestina) e Irriducibili.

Basti sapere che dal 2005 Sabinia ha deciso il ritiro completo dalla Striscia di Gaeta. E che dal 2002 è iniziata la costruzione del muro, detto “Barriera di separazione sabina“, che ingloba quasi la totalità delle colonie sabine e dei pozzi d’acqua. In alcuni punti il muro è 28 km più avanti rispetto alla Linea Verde che dovrebbe garantire il confine del Cismolise, fra le proteste dei laziali.

Il resto è storia di oggi. Sabinia controlla quasi tutto il Cismolise. L’Autorità Nazionale Prenestina non conta nulla. Gli Irriducibili sono asserragliati nella trappola per topi della Striscia di Gaeta. Dove l’esercito sabino bombarda i porti di Gaeta e Formia e presidia il valico di Minturno, colpendo tutti i tunnel dei rifornimenti e del contrabbando che collegano la Striscia con l’Agro Casertano.

più esplicativo di tante altre cose…

Lug 24

“Quando il cul è avezzo al peto non si può tenerlo cheto” — Poesia pura, oggi su Psyco Ho’

Lug 23

iltriceratopoingiardino:

coldswarkids:

edwardspoonhands:

thelegendofkungjew:

doxian:

d-dinosaur:

rknjl:

newvagabond:

NO “TELEPHONES”. TALK TO EACH OTHER. FACE TO FACE ONLY. WRITE A LETTER. SEND A TELEGRAM TO YOUR MOM. PRETEND IT’S 1860. LIVE.

NO ‘WRITING’… TALK TO EACH OTHER. THROW A ROCK AT YOUR MOM. PRETEND IT’S 10,000 BCE.  LIVE.

URGGA. ROU GRAAURH. RUH.
<SMACKS HANDS ON WALL WITH PAINT.>

NO ‘HIGHER BRAIN FUNCTIONS’ …USE YOUR REPTILIAN BRAIN
EAT YOUR MOM’S CORPSE SHE DIED TO PROVIDE YOU WITH SUSTENANCE
PRETEND YOU HAVE JUST AROSE FROM THE SEA
SURVIVE

NO “MULTICELLULAR TRAITS”….. USE YOUR SYMBIOTIC MITOCHONDRIA
REPRODUCE ASEXUALLY, YOU’RE YOUR OWN PARENT
PRETEND IT’S 2BYA
EVOLVE

NO “LIFE.” USE FUNDAMENTAL PHYSICAL FORCES TO FORM SPHERICAL OBJECTS REVOLVING AROUND ONE ANOTHER IN SPACE. 
FUSE HYDROGEN INTO HELIUM USING GRAVITATIONAL PRESSURE TO PRODUCE HEAT AND LIGHT. 
PRETEND IT’S 4.5BYA.
STABILIZE INTO EQUILIBRIA

NO “MATTER”.  EXIST IN THE VOID WITHOUT PURPOSE OR MEANING.
THERE IS NO “YOU”, ONLY THE VAST CONCEPT OF NOTHING.
TIME DOES NOT EXIST.
BE.

probabilmente il miglior post di tutto l’intero tumblr.

iltriceratopoingiardino:

coldswarkids:

edwardspoonhands:

thelegendofkungjew:

doxian:

d-dinosaur:

rknjl:

newvagabond:

NO “TELEPHONES”. TALK TO EACH OTHER. FACE TO FACE ONLY. WRITE A LETTER. SEND A TELEGRAM TO YOUR MOM. PRETEND IT’S 1860. LIVE.

NO ‘WRITING’… TALK TO EACH OTHER. THROW A ROCK AT YOUR MOM. PRETEND IT’S 10,000 BCE.  LIVE.

URGGA. ROU GRAAURH. RUH.

<SMACKS HANDS ON WALL WITH PAINT.>

NO ‘HIGHER BRAIN FUNCTIONS’ …USE YOUR REPTILIAN BRAIN

EAT YOUR MOM’S CORPSE SHE DIED TO PROVIDE YOU WITH SUSTENANCE

PRETEND YOU HAVE JUST AROSE FROM THE SEA

SURVIVE

NO “MULTICELLULAR TRAITS”….. USE YOUR SYMBIOTIC MITOCHONDRIA

REPRODUCE ASEXUALLY, YOU’RE YOUR OWN PARENT

PRETEND IT’S 2BYA

EVOLVE

NO “LIFE.” USE FUNDAMENTAL PHYSICAL FORCES TO FORM SPHERICAL OBJECTS REVOLVING AROUND ONE ANOTHER IN SPACE. 

FUSE HYDROGEN INTO HELIUM USING GRAVITATIONAL PRESSURE TO PRODUCE HEAT AND LIGHT. 

PRETEND IT’S 4.5BYA.

STABILIZE INTO EQUILIBRIA

NO “MATTER”.  EXIST IN THE VOID WITHOUT PURPOSE OR MEANING.

THERE IS NO “YOU”, ONLY THE VAST CONCEPT OF NOTHING.

TIME DOES NOT EXIST.

BE.

probabilmente il miglior post di tutto l’intero tumblr.

(Fonte: agirlandhisplatypus, via madonnaliberaprofessionista)

Lug 22

[video]

Anonimo ha chiesto: Sei un cazzo di genio

kon-igi:

Nel senso arabo del termine cioè grasso, con la barba e pronto a buttartela nel culo appena mi fai la richiesta sbagliata?

Lug 18

La pallavolo è lo sport più pericoloso che esista

Mi rivolgo a voi in quanto esseri adulti, razionali e con la testa ben piantata sulle spalle. Preferisco essere proprio io a dirvelo, con cognizione di causa e prima che lo scopriate sulla vostra pelle: la pallavolo è lo sport più pericoloso che esista. Vi hanno ingannato per anni con la storia della rete, della mancanza di contatto fisico, del fair play. Ci siamo cascati tutti, io per primo, il rischio è molto più profondo subdolo. Prima di tutto questa cosa del passaggio…In un mondo dove il campione è colui che risolve le partite da solo, la pallavolo, cosa si inventa? Se uno ferma la palla o cerca di controllarla toccandola due volte consecutivamente, l’arbitro fischia il fallo e gli avversari fanno il punto. Diabolico ed antistorico: il passaggio come gesto obbligatorio per regolamento in un mondo che insegna a tenersi strette le proprie cose, i propri privilegi, i propri sogni, i propri obiettivi. Poi quella antipatica necessità di muoversi in tanti in uno spazio molto piccolo. Anzi lo spazio più piccolo di tutti gli sport di squadra! 81 metri quadrati appena… Accidenti, ci mettiamo tanto ad insegnare ai nostri figli di girare al largo da certa gentaglia, a cibarsi di individualismo (perché è risaputo che chi fa da sé fa per tre), a tenersi distanti da quelli un po’ troppo diversi e poi li vediamo tutti ammassati in pochi metri quadrati, a dover muoversi in maniera dannatamente sincronica, rispettando ruoli precisi, addirittura (orrore) scambiandosi ‘cinque’ in continuazione. Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria. Una fastidiosa interdipendenza che tanto è fondamentale per lo sviluppo del gioco che rappresenta una perfetta antitesi del concetto con cui noi siamo cresciuti e che si fondava sulla legge: ‘La palla è mia e qui non gioca più nessuno’. Infine ci si mette anche il punteggio e il suo continuo riazzeramento alla fine di ogni set. Ovvero, pensateci: hai fatto tutto benissimo e hai vinto il primo set? Devi ricominciare da capo nel secondo. Devi ritrovare energia, motivazioni, qualità tecniche e morali. Quello che hai fatto prima (anche se era perfetto) non basta più, devi rimetterlo in gioco. Viceversa, hai perso il set precedente? Hai una nuova oggettiva opportunità di ricominciare da capo. Assolutamente inaccettabile per noi adulti che lottiamo per tutta la vita per costruire la nostra zona di comfort dalla quale, una volta che ci caschiamo dentro, guai al mondo di pensare di uscire. Insomma questa pallavolo dove la squadra conta cento volte più del singolo, dove i propri sogni individuali non possono che essere realizzati attraverso la squadra, dove sei chiamato a rimettere in gioco sempre ed inevitabilmente quello che hai fatto, diciamocelo chiaramente, è uno sport da sovversivi! Potrebbe far crescere migliaia di ragazzi e ragazze che credono nella forza e nella bellezza della squadra, del collettivo e della comunità. Non vorrete correre questo rischio, vero? Anche perché, vi avviso, se deciderete di farlo… non tornerete più indietro.

Mauro Berruto Commissario Tecnico della nazionale maschile di pallavolo (Testo pubblicato sul volume ‘Sogni di gloria. Genitori, figli e tutti gli sport del momento’ della collana ‘Save the parents’ di Scuola Holden edito da Feltrinelli)
Testo segnalato da Marco Pavani, allenatore Volley
(da latestanelpallone.com)

(Fonte: latestanelpallone.com)

Lug 14

nonleggerlo:

#nonmondiali

nonleggerlo:

#nonmondiali

Lug 13

“Il diritto d’espressione non implica che qualcuno debba stare a sentire o ospitare le tue stronzate. Non ti mette al riparo dalle critiche o dalle conseguenze di quello che dici. Se ti prendono in giro, ti boicottano, ti bloccano, ti bandiscono da un forum, il tuo diritto d’espressione non è stato violato. Non ti stanno censurando. Semplicemente, le persone che ti hanno ascoltato pensano che tu sia uno stronzo e ti stanno accompagnando alla porta.” — In parole povere: “Il tuo diritto di espressione finisce dove inizia il mio diritto a non sentire stronzate” Comunicazione di servizio: sui commenti e sulla libertà d’espressione | Il Disinformatico

Lug 10

kon-igi:

mdma-mao:

kon-igi:

mdma-mao reblogged your post iceageiscoming: kon-igi: Mio adorato… and added:

FANCULO io a mio figlio non lo bombarderö di vaccini inuti!!!!

Quella che vedo è un ironischumlaut?
Dimmi di sì, dai…

vaccinare mio figlio per non prendere il morbillo o la pertosse?!…ma non ci penso proprio. vaccini logorano il sistema immunitario gli farö solo quelli obligatori e che servono REALMENTE

Uno…due, tre…quattro…cinque…ah, sei.
Congratulazioni, sei riuscito a scrivere sei cazzate in appena due righe e mezzo di reblog.
Auguro tutto il bene e la salute di questo mondo a tuo figlio, perché sono un padre responsabile e non vorrei mai che nessun genitore dovesse vivere i trenta secondi tra la fine della tac cerebrale della figlia e il sorriso attraverso il vetro del radiologo che mi faceva capire che no, mia figlia di cinque anni non aveva nessun cazzo di tumore al cervello ma solo un attacco di emicrania infantile.
Essere un genitore responsabile significa informarsi seriamente sulle modalità di salvaguardia della salute dei propri figli, affidandosi a professionisti seri.
Hai mai visto un globo oculare parzialmente dislocato per la pressione dovuta agli attacchi di tosse causati dalla Bordetella Pertussis? Io sì, tu no perché per fortuna molti genitori seri in tutti questi anni hanno fatto vaccinare i propri figli.
Hai mai provato ad abbassare 41 gradi di febbre con il ghiaccio messo dentro ai sacchetti della spesa, aspettando un cazzo di guardia medica che facesse del Valium per le convulsioni? Io sì, perché ero io, in un periodo in cui si pensava che fossero 'solo' malattie da bambini.
Hai mai letto che il porcoddio di thimerosal nei vaccini è un composto organico del mercurio, tanto infimo come quantità ed effetto tossico che tuo figlio si intossica di più a mangiare la sogliolina fresca che tua moglie gli prende con tanto amore in pescheria?
Se fossi un genitore serio ti saresti informato sul fatto che IL SISTEMA IMMUNITARIO NON SI LOGORA DIOCANE! Il sistema immunitario non è la carica di un cellulare né il pieno della tua cazzo di macchina a metano, ma un complesso sistema biologico di risposta difensiva agli attacchi esterni di agenti patogeni, a volte banali, A VOLTE MORTALI, peccato che con certi virus e batteri è meglio non sviluppare l’immunità per primo contatto ma piuttosto con virus e batteri INATTIVATI.
Ma il figlio è tuo ed evidentemente in questa maniera pensi di startene occupando in maniera sufficientemente responsabile.

Una cortesia: se mi vuoi rispondere, fallo in maniera articolata e soprattutto difendendo e motivando (non riesco ad immaginare come) le tue scelte in maniera SCIENTIFICA.
Ah, usando le vocali accentate invece di quelle con la dieresi.